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Controllo colate nella produzione di
acciai speciali:
Il caso ORI Martin Spa.
L'acciaieria
ORI Martin Spa adotta nuovi sistemi d’identificazione
automatica, basati su RF-ID e reti Wireless per il controllo dei
Silos delle colate:
La
Società O.R.I. ( Officine Riunite Italiane) inizia nel 1902 l'attività
nel settore della meccanica.
La Società Martin inizia nel 1933 l'attività nel settore siderurgico.
Dopo la parentesi della guerra, 1940-45, nel 1946 le due società si
fondono dando origine alla O.R.I. MARTIN Acciaieria e Ferriera di Brescia,
con attività nel solo settore siderurgico, per la produzione di tondo per
cemento armato.
La società produce acciai di qualità speciali al carbonio per trafila,
funi, cap e molle nei seguenti formati:
I responsabili dell'acciaieria
Ori
Martin Spa hanno individuato ed implementato con il
partner Softwork s.r.l. di Concesio (Brescia), una soluzione
fondata sulle tecnologie
Tags RF-ID, Bar code e Wireless.
Come
sistema identificativo destinato alla tracciabilità dei materiali,
l’azienda fa attualmente largo uso del bar-code. L’impiego di lettori
e di apparecchiature orientate a questa tecnologia, interessano sia la
gestione logistica che quella produttiva.
Un problema irrisolto,
in quanto il bar-code si è dimostrato inadatto, era il controllo della
gestione automatizzata dei Silos (due impianti) che contengono le
materie prime destinate alla colata (Silicio, Calce, Ferro, Zinco
etc.).
I Silos vengono alimentati da
un sistema semi-automatico (rappresentato
nello schema 1), il quale dispone di un quadro sinottico di comando. Il
quadro sinottico rappresenta fisicamente i Silos ed il loro livello.
Il livello è attualmente gestito da un dispositivo, definito
“Diapason”, installato all’interno di ogni Silos che, tramite la
variazione delle vibrazioni (determinata dalla quantità di materiale
presente), ne segnala il livello.
Tuttavia questo sistema non fornisce informazioni certe al 100%, in quanto
i residui di materiale e la polvere da essi generata, possono inserirsi
tra le aste del Diapason, e fornire letture improprie.
Il processo di caricamento e
controllo viene svolto dallo stesso incaricato che, verificato il livello,
si dirige con l’automezzo adibito al prelievo verso i box dove i
materiali sono depositati.
Questo procedimento
generava i seguenti problemi:
-
L’incaricato
acquisisce dai box il materiale sbagliato e quindi lo carica
impropriamente nel silos.
-
L’incaricato
acquisisce il materiale corretto ma lo attribuisce al silos sbagliato.
-
L’incaricato
acquisisce il materiale corretto e lo attribuisce al silos corretto
ma, in un successivo ed immediato prelievo (prima che venga completato
lo smistamento automatico all’interno del silos del primo carico
effettuato), questi accoda al precedente un materiale diverso, che va
a finire nel silos sbagliato.
La conseguenza di uno
di questi eventi, è la produzione di una colata errata,
determinata dalla presenza di quantità improprie degli elementi
compositivi.
Hardware
previsto e modalità operative
Come
si desume dallo schema 2 (riferito per semplicità ad un solo
Impianto Silos) la soluzione si sviluppa facendo uso della tecnologia RFID
(Radio Frequency
IDentification) e WireLess.
Hardware
Previsto all’impianto Silos:
-
Personal
Computer Industriale con schermo di tipo TouchScreen
-
Collegamento
seriale Rs/232 o Rs/485 con Sinottico/Plc
-
Access
Point per collegamento Wireless
con Terminale installato su automezzo
Hardware
Previsto per ogni automezzo:
-
Terminale/Pc
con schermo TouchScreen
-
Scheda
Wireless per Terminale/Pc
-
Lettore
Long Range (controller) di Tag Transponder passivi a
13,56 Mhz collegato in Rs-232 al Terminale/Pc
-
Antenna
RF-ID predisposta sotto
l’automezzo
Tags
previsti:
Operatività:
Sullo schermo
TouchScreen del Pc collegato in Rs/232 al Plc, è stata realizzata una
rappresentazione grafica dei Silos, in cui si evidenzia il tipo di
materiale presente all’interno.
L’incaricato al controllo dei Silos, una volta individuata la carenza di
materia prima (facendo riferimento al quadro sinottico e/o verificando
fisicamente i reali livelli) attribuisce l’informazione di carico
tramite lo schermo TouchScreen, digitando sulla rappresentazione grafica
del Silos (es. sul Silos del Silicio).
Questa informazione viene trasmessa in radiofrequenza tramite l’Access
Point posizionato vicino all’impianto, al Terminale/PC dell’automezzo,
sul cui schermo compare il tipo di materiale che deve essere prelevato dai
box (L’automezzo deve trovarsi in una zona coperta dal segnale in
radiofrequenza).
Davanti ad ogni box
sono stati interrati più Tags (10/20) i cui numeri identificativi
sono stati associati dal programma alle varie materie prime.
Ad esempio, i Tags con
i codici: AS001002003; AS001002004; AS001002005; etc. - fanno riferimento
al Silicio - mentre i tags con i codici: BS001002003; BS001002004;
BS001002005; etc. – fanno riferimento allo
Zinco - etc.
Davanti alla buca di
carico dei Silos, sono stati interrati altri Tags (10/20) per i quali è
stata creata un’associazione di posizione, con lo stesso criterio
precedente.
Tramite il lettore di
tags e l’antenna installati sull’automezzo il software verifica che
l’operatore, all’atto del prelievo, si posizioni davanti al box
contenente la materia prima corretta. Il controllo avviene verificando che
i numeri dei Tags rilevati, corrispondano a quelli in precedenza associati
ai materiali.
In caso di errore o di
corretto prelievo, viene fatta un’opportuna segnalazione sul video del
Terminale/PC.
Una volta prelevata la
materia prima, l’operatore si sposta con l’automezzo in prossimità
della buca di carico dell’impianto semi-automatico dei Silos.
Alla lettura dei Tags
di posizione (davanti alla buca) si attiva così una comunicazione tra il
Pc Industriale dell’impianto, il Plc (in RS/232) ed il Terminale/PC
dell’operatore (in Rf).
I controlli possibili
sono i seguenti:
-
Il
materiale prelevato, attualmente ancora sull’automezzo, deve
corrispondere a quello richiesto originariamente.
Se corrisponde (e l’impianto è al momento fermo) si accende il
semaforo verde sullo schermo del terminale/Pc installato
sull’automezzo.
Se non corrisponde si accende il semaforo rosso.
-
Se
il semaforo è verde e l’impianto è fermo è possibile attivarne il
funzionamento, destinando il carico al Silos interessato, senza dover
scendere dall’automezzo ma semplicemente definendo un comando di
input (tramite schermo TouchScreen del Terminale/PC).
-
Se
il semaforo è rosso e l’impianto è fermo, significa che il
materiale caricato (pur avendo già segnalato l’anomalia) non
corrisponde a quello richiesto.
In tal caso sono possibili due scelte:
A) riportare il materiale al box
da cui è stato erroneamente prelevato.
B) attribuire all’impianto (senza scendere dall’automezzo) il
comando di caricare in un silos diverso da quello richiesto
originariamente.
-
Se
l’impianto è già in funzione, viene verificato che, il materiale
al momento ancora sull’automezzo, corrisponda a quello attualmente
già presente nella buca.
Se corrisponde: si accende il semaforo verde, in caso contrario quello
rosso.
In quest’ultimo caso, essendo già stato fatto il controllo di
congruità dei materiali (materiale prelevato corrispondente a quello
richiesto), il travaso nella buca è consentito solo ad impianto fermo
e quindi solo in quel caso, il semaforo diventa verde, abilitando di
fatto l’operazione.
Per
maggiori informazioni
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