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    N° 42 - 9 dicembre 2002 - pag.48/49

Identificazione automatica e Wlan per "muovere" la moquette
EDP Cover - N° 42 - 9 dicembre 2002Il tappetificio Radici, noto per il marchio Sit-in, ha implementato con il partner SOFTWORK una piattaforma che consente di ottimizzare lo stoccaggio e la spedizione dei prodotti. Alla base della soluzione, i tag Rf-Id e terminali collegati al sistema informativo tramite rete 802.11b.

di Maria Andreetta

 

Il Tappetificio Nazionale Radici, situato a Cazzano S. Andrea in provincia di Bergamo e noto per il marchio Sit-in, è una delle società più significative in Italia e a livello internazionale nella produzione di tappeti e moquette. Una delle questioni cruciali che la società ha dovuto affrontare è stata quella del magazzino e della logistica. "Nello specifico - ha spiegato Girolamo Tomasoni, responsabile Edp del gruppo - si trattava di risolvere un problema legato allo stoccaggio e alla spedizione delle moquette, che non poteva essere soddisfatto con la già utilizzata tecnologia barcode. Dopo anni d'impiego del codice a barre e riscontrati i suoi limiti operativi, eravamo alla ricerca di una soluzione che consentisse ai carellisti e ai mulettisti di svolgere la propria attività di carico e scarico senza impedimenti manuali, con la garanzia di individuazione del prodotto e la certezza che quello prelevato fosse corrispondente all'ordine di carico previsto per l'automezzo. Le elevate distanze di lettura, considerati gli scaffali alti sino a nove metri, le condizioni di luce poco favorevoli nonché l'impossibilità di effettuare con successo rilevazioni stando sul muletto o sul carrello, causa l'inclinazione di lettura e la direzionalità a cui la tecnica del bardcode ci costringeva, hanno determinato la nostra scelta a favore di soluzioni alternative".
L'azienda così ha individuato e implementato, con l'apporto del partner bresciano Softwork, una soluzione fondata su tag Rf-Id (Radio frequency identification, ovvero memorie dotate di apparato radio rice-trasmittente, dette anche transponder) e wireless.

La soluzione individuata

"Per risolvere tutti gli inconvenienti - ha aggiunto Paolo Bevacqua, responsabile di progetto della società Softwork - abbiamo individuato dei tag Rf-Id di tipo passivo, read/write, che consentono cioè sia di leggere che di scrivere dati o informazioni; li abbiamo opportunamente rivestiti di materiale plastico, al fine di poterli riutilizzare una volta effettuata la spedizione dei prodotti, e li abbiamo apposti a circa 10mila rotoli di moquette, tramite un sistema appositamente studiato per la tipologia dei materiali a cui dovevamo riferirci".

I muletti sono stati così equipaggiati con terminali portatili muniti di pc card Wireless WiFi (di marca Symbol e 3Com), con schermo di 8" touch screen, con garanzie di robustezza particolarmente elevate e un ambiente operativo, Windows, consono con lo standard del tappetificio. Ai terminali sono stati collegati, tramite l'interfaccia Rs-232, dei controller (lettori/scrittori di tag) opportunamente posizionati su ogni muletto o carrello, mentre in testa, in comunicazione con questi ultimi, sono state predisposte le antenne per la rilevazione automatica dei transponder.

I terminali comunicano con il sistema informativo aziendale tramite una rete Wireless a 11 Mbit basata su standard 802.11b, la cui installazione è stata fatta a seguito di una preventiva analisi di copertura. Tale verifica ha determinato il conseguente insediamento di otto access point Symbol, consentendo così ai muletti/carrelli di operare in tutti i magazzini con la certezza di avere sempre il segnale di rete e, quindi, la possibilità di interagire (o più semplicemente ricevere informazioni) dal sistema informativo centrale.

"Questo nuovo sistema - ha concluso Piero Brunelli, responsabile divisione moquette - ci ha fatto risparmiare notevole tempo nella ricerca e nella conseguente spedizione del materiale, migliorando la qualità operativa, sveltendo l'attività di carico/scarico del magazzino, riducendo l'errore umano e i conseguenti costi di gestione".

Il funzionamento all’interno del sistema gestionale

Il sistema informativo del tappetificio Radici sfrutta un server gestionale amministrativo in ambiente Unix con database Oracle. Sono poi presenti un server per l’office automation e uno per la communication, basati su Windows 2000, e un ulteriore server per la gestione della produzione con database Sql. La rete locale è di tipo Ethernet.

Per le operazioni di carico magazzino, i rotoli di moquette preesistenti sono stati preventivamente identificati, associando a ognuno di essi un tag Rf-If da 13,56 MHz. Sono state, quindi, assimilate automaticamente le loro ubicazioni, rilevando con l’antenna Rf-Id il tag corrispondente all’articolo e trasmettendo le relative coordinate al sistema di gestione della produzione, tramite il collegamento Wlan 802.11b e il portatile che equipaggia ogni muletto. Queste informazioni sono state contestualmente integrate nel sistema amministrativo grazie alla rete locale. I nuovi rotoli di moquette prodotti, o quelli modificati, sono invece identificati attribuendo loro un tag in produzione, a seguito dell’operazione di “taglio”, e quindi collocati in magazzino, rilevando la loro posizione secondo lo schema precedentemente descritto.
Lo scarico di magazzino avviene invece in questo modo. Dal sistema gestionale amministrativo pervengono al responsabile delle spedizioni, tramite rete locale, i vari packing list riferiti alle spedizioni del giorno. Con un’apposita procedura, il responsabile trasmette (via wireless) agli operatori sui muletti le informazioni relative ai prodotti da prelevare e le loro ubicazioni. Il programma prevede anche l’ottimizzazione dei percorsi e dei prelievi che ogni operatore deve effettuare.

Prelevando il prodotto, il riscontro avviene in automatico, in quanto sullo schermo del portatile, viene decodificato il tag e quindi descritto l’articolo corrispondente. Se il prelievo è corretto, una volta caricato l’automezzo, l’informazione perviene automaticamente, tramite la rete wireless, al sistema gestionale amministrativo, il quale si farà carico di produrre il documento di spedizione corrispondente.
Una volta terminato il carico degli automezzi, i tag vengono staccati dai rotoli, quindi disassociati dagli articoli spediti e recuperati per ripercorrere nuovi processi. 

Tag Rf-Id, quando utilizzarli non è solo utile ma indispensabile

Come nuova frontiera dell’identificazione automatica, la tecnologia Rf-Id si affianca ad altri metodi, primo tra tutti il codice a barre, ma anche la banda magnetica o la smart card. Le caratteristiche peculiari di questa tecnica fanno sì che essa stia prendendo sempre più piede, nelle realtà produttive e commerciali.

Le componenti interessate sono, di fatto, tre: i tag a radiofrequenza (13,56 MHz, 125 MHz, 2,45 GHz o 5.8 GHz), i lettori/scrittori di tag, i controller e le antenne per ricevere e trasmettere dati.
I tag (o transponder), che a seconda del campo di applicazione, assumono forma, dimensione e consistenza diverse (etichette, bottoni, capsule, e via dicendo) possono essere di tipo attivo (muniti di batteria interna, trasmettono autonomamente il segnale e sono adatti per situazioni che richiedono la possibilità di lettura/scrittura a distanze fino a 10/15 m) o di tipo passivo (più economici, privi di batteria, consentono di trasmettere e ricevere dati a distanze di 10/80 cm).

I lettori/scrittori di tag possono essere di tipo palmare (per il rilievo sul campo), portatile (per l'installazione su muletti e carrelli) oppure fissi (per il controllo di varchi, di linee di produzione o di specifiche aree di attività) e possono leggere/scrivere su uno o più tag contemporaneamente.
Le antenne sono di norma associate ai lettori/scrittori di tag o ai controller, che fungono da interfaccia tra le prime ed eventuali pc, Plc o sistemi host a cui devono riferirsi per lo scambio dei dati. 
Ma quando e perché utilizzare un sistema Rf-Id? Lo abbiamo chiesto a Cesare Ferro, responsabile commerciale della società Softwork, di Concesio (Brescia), specializzata in sistemi d'identificazione nei processi industriali e logistici, con soluzioni fondate su questa architettura. 

“L'utilizzo di tag a radio frequenza – ha spiegato Ferro - consente di risolvere molti problemi in campo industriale, laddove risulti necessario, per esempio, che il prodotto assuma automaticamente linee di produzione diverse. Oppure quando è fondamentale aggiornare e consultare gli eventi produttivi, logistici e di analisi dei materiali, dovunque questi si trovino, senza accedere necessariamente alle risorse del sistema informativo aziendale, ma semplicemente rilevando l'informazione sul tag che accompagna il prodotto. Altre situazioni d'interesse sono quelle dove gli operatori devono lavorare a mani libere e non possono essere ostacolati da sistemi di lettura/scrittura manuali, oppure nei casi in cui le alte temperature dell'ambiente in cui deve essere effettuata la rilevazione non consentono l'utilizzo di bande magnetiche; o, ancora, quando la lettura di smart card o codici a barre è difficile da effettuare, per esempio per la distanza, o risulta imprecisa o macchinose, come negli ambienti molto sporchi, dove il codice a barre diviene inutilizzabile perché illeggibile”.
I tag a radiofrequenza possono essere di dimensioni molto ridotte, dell'ordine di qualche millimetro, e assumere forme, adattandosi a molte altre applicazioni, oltre a quelle industriali e logistiche. Ecco qualche esempio: anticontraffazione di beni di lusso (abbigliamento, borse, cinture, liquori/vini e profumi); gestione parcheggi, varchi o accessi controllati; lavanderie industriali; vigilanza/sorveglianza e sistemi di sicurezza; rintracciabilità dei bagagli negli aeroporti; ricerca delle pratiche all'interno di grossi archivi; carte prepagate (club, palestre, piscine) per l'accesso a determinati servizi; identificazione animali domestici con transponder inserito o di animali di allevamento.


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