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RFId nella supply chain: il “fattore” Wal-Mart
di Michael J. Liard

News da Data Collection - 12 dicembre 2003

Wal-Mart ha organizzato a novembre, nella città di Springdale, Arkansas, un importante meeting dedicato alla RFId, coinvolgendo i propri principali fornitori. Ricordiamo infatti che, nello scorso giugno, si è avuta notizia della richiesta da parte di Wal-Mart di ricevere dai fornitori pallet e cartoni con transponder ePC a partire dal gennaio 2005.
Questo evento costituisce il primo coinvolgimento pubblico da parte di Wal-Mart: un passo che i produttori di tecnologia RFId attendevano da diversi anni. Il primo giorno di incontro, che ha avuto luogo nella sede Wal-Mart di Bentonville, Arkansas, è stato dedicato interamente ai fornitori (i 100 “top suppliers” e altri 26 che hanno volontariamente scelto di aderire all’iniziativa RFId), per presentare loro la proposta di valore della RFId. Nel giorno successivo Wal-Mart ha invece incontrato i produttori di tecnologia, offrendo ai propri fornitori la possibilità di assistere a diverse dimostrazioni pratiche. 
La tecnologia RFId, ha affermato Wal-Mart rivolgendosi ai propri partner, è in grado di generare numerosi vantaggi: limitare le rotture di stock, consentire la visibilità della supply chain in tempo reale o “quasi-reale”, e ridurre il dispendio di costi e risorse. Sono chiari invece i benefici per la stessa Wal-Mart: il fatturato di Wal-Mart per il 2003 è stato di 245 miliardi; il solo miglioramento dell’1% nelle rotture di stock si potrebbe tradurre in un incremento di fatturato di quasi 2,5 miliardi di dollari. L’incremento di fatturato dovuto alla diminuzione delle rotture di stock è presentato come ulteriore beneficio anche per gli stessi fornitori, insieme alla riduzione dei costi operativi grazie alle minori necessità di manodopera e alla maggior efficenza dei processi. Utilizzare la RFId, conclude Wal-Mart, significa quindi ben più della semplice obbedienza a una direttiva esterna: in questo senso Wal-Mart ha chiaramente richiesto alle aziende presenti di considerare il ritorno d’investimento che otterranno dall’introduzione della RFId. Altro concetto importante emerso in questa giornata è quello espresso da Linda Dillman, CIO di Wal-Mart: "Keep it simple" è il messaggio rivolto ai produttori di tecnologia RFId. Analizzato meglio, questo consiglio di "farla semplice" potrebbe essere più facile a dirsi che a farsi. Per esempio, devono essere necessariamente raggiunti determinati tassi di lettura e livelli di precisione senza rallentare i processi esistenti. Il tasso di lettura deve essere inderogabilmente del 100%, afferma Wal-Mart. Ma se consideriamo che, nel corso di un test dimostrativo definito “excellent”, un tipico sistema attuale raggiunge un tasso di lettura/livello di precisione del 98%, o anche inferiore, le cose cominciano a sembrare molto meno semplici. 

Tappe del rollout 
Ecco dunque nel dettaglio il programma del rollout per i prossimi anni, presentato da Wal-Mart ai produttori di tecnologia:

  • 2004: espansione dell’attuale centro distribuzione pilota in Texas, con l’inclusione di 12 linee di prodotto in più, provenienti da altrettanti fornitori di Wal-Mart. Obiettivo: leggere correttamente 4.500 pallet e confezioni. Test pilota di tracciabilità farmaceutica nel mese di marzo. Nel corso dell’anno, perfezionamento della strategia di base per la RFId.
  • 2005: implementazione a livello regionale e proseguimento dell’espansione negli Stati Uniti nel corso dell’anno. I centri distribuzione includeranno inizialmente: un centro distribuzione regionale (RDC) a Sanger, Texas; un centro distribuzione globale (GDC) a Cleburn, Texas; e un centro distribuzione SAM's Club a Desoto, Texas. Questi centri servono circa 150 negozi Wal-Mart e Sam's Club.
  • 2006: rollout completo per tutti i fornitori entro la fine dell’anno.

Ecco inoltre i principali requisiti di un sistema RFId secondo Wal-Mart:

  • Transponder: dovranno essere durevoli, a 96-bit Classe 0 (programmato dal produttore) read-only temporanea o permanente, oppure Classe 0+ (versione read-write della Classe 0), oppure Classe 1 Versione 1 (write once-read many), ma soprattutto EPC-compatibili (con la possibilità di scegliere, in base a determinati parametri, fra diversi fornitori). Gli attuali EPC a 64 bit non rispondono a queste specifiche. Va sottolineato che Wal-Mart intende passare quanto prima ai transponder di Classe 1 Versione 2, non appena saranno disponibili le specifiche e i prodotti compatibili.
  • Antenne: si richiede un’antenna su ciascun lato della porta di scarico/portale; un’antenna al di sotto della porta di scarico; un’antenna su ciascun lato o al di sotto di un nastro trasportatore che si muove a velocità di 600 piedi (circa 200 metri) al minuto per la lettura dei cartoni taggati (i cartoni devono essere letti nel 100% dei casi passando a una velocità di 540 piedi al minuto).
  • Lettori: dovranno essere flessibili (in gran parte per supportare l’eventuale migrazione ai transponder EPC di Classe 1 Versione 2 che consentirà di utilizzare un solo protocollo comune); essere alimentati su base Ethernet; avere opzioni di connettività multiple, inclusa la RF; includere opzioni di sicurezza e la capacità di disabilitare features inutilizzate, quali server Web. Ulteriori dettagli sulla gestione dei lettori sono attesi per i prossimi mesi.

Favorevoli e contrari 
Secondo VDC, Wal-Mart ha affrontato la questione RFId in modo molto delicato, in quanto ha abbracciato senza mezzi termini l’iniziativa EPC. Analizziamo meglio i requisiti: non sono necessarie funzioni di lettura-scrittura, né particolari caratteristiche di sicurezza; tutto ciò che serve è un sistema compatibile con transponder EPC a 96 bit. Di primo acchito, la compatibilità appare molto semplice, ma gli attori dell’industria potrebbero non essere d’accordo. Di fatto, non tutti i fornitori di Wal-Mart hanno aderito in modo altrettanto convinto. In gran parte a causa della mancanza di una cultura diffusa sulla RFId, ma anche per la complessità e il costo di questi sistemi. Nella mente dei fornitori, la RFId coincide ancora, e in primo luogo, con tutte le questioni irrisolte relative alle prestazioni del sistema, alla sincronizzazione dei dati, alla privacy del consumatore, all’integrazione con i sistemi preesistenti, alle ripercussioni in caso di non-compatibilità. I fornitori presenti – è l’impressione di VDC – possono essere classificati in tre categorie, in base alla reazione che hanno manifestato nei confronti dell’iniziativa: un quarto dei fornitori è fermo ad una posizione di rifiuto: sta procrastinando per quanto possibile l’adozione dei sistemi RFId e desidererebbe che la RFId scomparisse per sempre; un altro quarto dei fornitori è consapevole dei benefici della RFId, ma si muove ancora con molta cautela; metà dei fornitori si sono volontariamente attivati per essere in prima linea nell’adozione dei nuovi sistemi. Molti dei fornitori, in altri termini, hanno appena cominciato ad informarsi sui nuovi sistemi; altri sono già pronti a partire e ad andare avanti al più presto possibile; e una ristretta rosa ha già testato la tecnologia. I responsabili di Wal-Mart hanno ammesso che i propri fornitori erano "un po’ spaventati" in quanto l’adozione della RFId sembra loro una sfida più ardua rispetto, ad esempio, alla “Y2K compliance”. "Lasciamo che passi un po’ di tempo" ha invece commentato un “guru” dell’industria. "Loro (i fornitori di Wal-Mart) se ne faranno una ragione e alla fine seguiranno queste indicazioni. È tutto terribilmente nuovo e veloce". 
Senza dubbio, la maggior parte dei fornitori di Wal-Mart appare pronta ad aderire all’iniziativa e quindi a cominciare ad operare in questo senso. Ma, visto che alcuni di questi fornitori pronti a partire sono aziende di notevoli dimensioni, questa decisione potrà avere un impatto veramente significativo, in termini di fatturati e generale sviluppo del mercato, sull’industria della RFId. 
Di conseguenza, l’impressione che VDC ha tratto dalle presentazioni della seconda giornata, dedicata ai produttori, è stata di generale ottimismo. Erano infatti presenti circa quaranta produttori di tecnologia, pronti a scendere in campo e particolarmente confidenti sul futuro di questo mercato. Alla fine della giornata, i dirigenti di Wal-Mart (e su questo VDC è totalmente d’accordo) hanno ammesso apertamente con i produttori di tecnologia che "il primo a conqustare il mercato vince" (e vince tanto). 
Il mercato è alla corsa decisiva. I produttori di RFId devono sviluppare strategie efficaci nel futuro immediato per soddisfare dal canto loro i requisiti specifici di Wal-Mart e dei suoi fornitori. 

Le questioni da affrontare 
Non si può negare che l’“editto” di Wal-Mart abbia posto una pietra miliare, al momento la più importante in tutto il mondo, nel campo della RFId. Il vero problema è quello della tempistica: la tecnologia RFId è pronta per Wal-Mart? e viceversa? 
Restano infatti aperte alcune questioni cruciali: 
Le limitate prestazioni della tecnologia RFId in presenza di acqua e metallo sono ancora da risolvere. Considerando il passaggio di beni di consumo come shampoo, cibo in scatola e prodotti elettronici, la lettura corretta di tutti i transponder può essere una sfida non da poco. 

Si è parlato di Classe 1 Versione 2 senza che le specifiche siano state anche solo create o testate pubblicamente. Sebbene Wal-Mart intenda muoversi a breve verso i transponder EPC di Classe 1 Versione 2 non appena questi prodotti saranno disponibili, il processo di scrittura delle specifiche tecniche fino allo sviluppo e al lancio dei prodotti potrebbe richiedere anche due anni, rallentando il processo di migrazione. 

Gli standard ISO ed EPC rimangono separati. La questione è già stata sollevata, ma gli attuali standard ISO 18000 ed EPC non sono compatibili. Per il successo di entrambi i tipi di sistemi, sarebbe invece di grandissima importanza un loro avvicinamento. 

I costi di infrastruttura (software, servizio, reti wireless, ecc.) per un’implementazione di un sistema RFId sono significativi; le stime attuali indicano una media di numerosi milioni di dollari (in certi casi, decine di milioni) per ciascun fornitore. Il problema non è affatto quello del costo dei transponder! È il costo dell’infrastruttura la vera causa delle notti insonni per gli utenti finali. 

Manca un ambiente di supply chain unico fra i fornitori di Wal-Mart; non è ancora possibile pensare a un sistema RFId “trasversale”. È ancora necessario un elevato grado di personalizzazione per ciascun singolo fornitore, il che aggiunge all’implementazione complessità e costi.

Commento finale 
Dato ciò che hanno visto e sentito nel corso di queste due giornate, gli analisti di VDC hanno oggi più fiducia nel futuro della RFId e nella crescita di questo mercato. Questo non significa che le deadline del 2005/2006 saranno sicuramente rispettate, il che rimane ancora in dubbio, e sarà più chiaro a seconda di quello che Wal-Mart, i suoi fornitori e i produttori di tecnologia faranno nei prossimi sei mesi. Ciò che veramente conta, è che adesso queste aziende hanno una ben precisa tabella di marcia, e che l’intero progetto è stato ufficialmente avviato


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