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di RICCARDO STAGLIANO
Lunedì 11 agosto 2003
La Repubblica, pagina 25 |
Il direttore di un' azienda italiana che produce chip
Le useremo dappertutto non solo nei supermercati
Ristoranti, alberghi, ospedali: le applicazioni sono infinite
ROMA - Sono più grossi, più cari e ancora lontani dagli scaffali dei supermercati ma gli
"Rfid" esistono anche in Italia.
La
Softwork,
società bresciana specializzata nell' identificazione automatica
(www.rf-id.it), li usa da tempo per
una vasta serie di compiti. «Un settore in cui li stiamo testando con crescente successo - spiega il direttore generale
Cesare Ferro - è quello delle lavanderie industriali
che noleggiano il cosiddetto bianco (tovaglie, lenzuola e così via) a ristoranti, alberghi e ospedali. Il problema è che molta di questa roba non rientra alla sede e sarebbe assai difficile e laborioso impiegare delle persone per controllare che nei grossi sacchi di plastica in cui viene restituita ci sia esattamente il numero di capi prestati».
E qui entrano in gioco gli smart
tag. «Inserendone di resistenti all' acqua e agli acidi all' interno delle cuciture - racconta Ferro - chi fa il prelievo può, se dotato del lettore giusto (una specie di metal detector da passare sopra il sacco o piazzato sul portello del furgoncino che ritira la merce), rilevare al volo il numero esatto e le caratteristiche di ciò che viene restituito». Una decina di lavanderie, per il momento nel nord Italia, stanno facendo il test: «La contestazione dei pezzi mancanti può essere fatta subito o successivamente, ma la scansione elettronica fa comunque fede. E, a sentire i clienti, i risultati sono molto soddisfacenti». Un altro utilizzo è quello nella
gestione del magazzino di certe aziende. «Una grossa
produttrice di moquette
- esemplifica ancora l' imprenditore bresciano - aveva il problema di come movimentare grossi rotoli incellofanati e stoccati su scaffali alti anche più di 9 metri. Il codice a barre, in quel caso, funzionava male: era sempre difficoltoso trovare il punto esatto dove finiva, i carrellisti dovevano arrampicarsi sugli scaffali, cercare di girare il pesante rotolo sino a quando non si scovava l' etichetta. Insomma, si perdeva un sacco di tempo. Adesso, introducendo gli
smart tag e montando su lunghe lance fissate ai muletti gli appositi lettori, basta passarle vicine al rotolo e l' identificazione avviene subito e si può procedere così alla spedizione». Nell' attesa che i costi e le dimensioni si riducano, quindi, i tag si allenano nei magazzini prima del salto nei «grandi magazzini». (r.
sta.)
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